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Il Jobs Act è incostituzionale per le (scarse) tutele per i licenziamenti nelle piccole imprese

lunedì 29 agosto 2022

BY FILIPPO AIELLO

Corte Costituzionale, 22 luglio 2022, n. 183.

Una insegnante dipendente da una scuola privata, con un organico inferiore a 15 dipendenti, veniva licenziata ingiustamente per giustificato motivo oggettivo; di conseguenza agiva, assistita e difesa dall’avv. Filippo Aiello, dinanzi al Tribunale di Roma deducendo sin da subito che le tutele previste dal Jobs Act (art. 9 del d.lgs. 23/2015) apparivano del tutto inadeguate e per nulla dissuasive.

Il Tribunale di Roma ha rimesso alla Consulta la questione di costituzionalità sollevata da questo studio e, all’esito di compiute difese dinanzi al Giudice delle leggi, con sentenza n. 183 del 2022, la Corte Costituzionale ha affermato che lindennità prevista da 3 a 6 mensilità è del tutto inadeguata e non dissuasiva verso il datore di lavoro. 

Inoltre, ha affermato un principio importante: non può essere il solo numero dei dipendenti, in presenza di un’incessante evoluzione della tecnologia e dalla trasformazione dei processi produttivi, l’unico indice rivelatore dell’effettiva forza economica del datore di lavoro.

Tuttavia, spettando alla valutazione discrezionale del legislatore la scelta delle soluzioni più appropriate per garantire tutele adeguate, la Corte non è intervenuta direttamente ma ha sollecitato un’immediata riforma della normativa segnalando che: «Il protrarsi dell’inerzia legislativa non sarebbe tollerabile». Pertanto, qualora la questione fosse riproposta, essa stessa provvederà direttamente a intervenire sulla disciplina censurata.